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Pensioni, redditi più bassi al Sud e donne più svantaggiate

05/03/2020

Pensioni, redditi più bassi al Sud e donne più svantaggiateBen sedici milioni di beneficiari di pensione nel 2018. Sono i dati diffusi dall’Istat che segnala anche un’ampia disuguaglianza di reddito tra pensionati: al quinto con redditi pensionistici più alti va il 42,4% della spesa complessiva. Un pensionato su quattro percepisce un reddito lordo da pensione sopra i 2.000 euro.

Sempre secondo quanto diffuso dall’Istat, oltre un terzo dei pensionati vive in coppia senza figli (35,5%), poco più di un quarto da solo (27,4%). Per quasi 7 milioni e 400mila famiglie con pensionati i trasferimenti pensionistici rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile. In calo i pensionati da lavoro che dichiarano di essere occupati (-21,3% rispetto al 2011).

Sale la spesa

I trattamenti pensionistici erogati nel 2018 sono pari a poco meno di 23 milioni. La spesa totale pensionistica (inclusa la componente assistenziale) nello stesso anno - fa sapere l’Istat - raggiunge i 293 miliardi di euro (+2,2% su variazione annuale). Il peso relativo della spesa pensionistica sul Pil si attesta al 16,6%, valore appena più alto rispetto al 2017 (16,5%), segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente.

Più sfavorite le donne

Il 36,3% dei pensionati riceve ogni mese meno di 1.000 euro lordi, il 12,2% non supera i 500 euro. Un pensionato su quattro (24,7%) si colloca, invece, nella fascia di reddito superiore ai 2.000 euro. Il divario di genere è a sfavore delle donne, più rappresentate nelle fasce di reddito fino a 1.500 euro. La concentrazione di percettori uomini, invece, è massima nella classe di reddito più alta (3.000 euro e più), dove ci sono 266 pensionati ogni 100 pensionate.

Le donne sono la maggioranza sia come percettrici di pensioni (55,5%) sia come pensionate (52,2%), ma ricevono il 44,1% della spesa complessiva. L’importo medio delle pensioni di vecchiaia è più basso rispetto a quello degli uomini del 36,7%, quello delle pensioni di invalidità è del 33,8%. Per le pensioni di reversibilità invece le donne percepiscono 1,5 volte l’importo degli uomini. Lo svantaggio delle donne si spiega – secondo quanto riportato nello studio dell’Istat - con il differenziale salariale dovuto a carriere contributive più brevi e a una minore partecipazione al mercato del lavoro.

Le donne sono titolari del 44,3% delle pensioni di vecchiaia, del 45,8% delle invalidità previdenziali e del 26,5% delle rendite per infortunio sul lavoro. La presenza femminile è invece dominante tra le pensioni ai superstiti (86,3%), anche per una più elevata speranza di vita, e tra le pensioni assistenziali.

Nord e Sud

I pensionati con redditi da pensione meno elevati -  emerge dal report dell’Istat -  risiedono soprattutto nel Mezzogiorno, dove sono più diffuse le pensioni assistenziali a svantaggio di quelle da lavoro e dove il quinto di popolazione che appartiene alla fascia di reddito da pensione più basso percepisce fino a 7mila euro lordi annui.

Sulla lunghezza d’onda opposta c’è il Nord Italia, dove la soglia sale a quasi 9 mila euro. Il quinto di pensionati con redditi pensionistici più elevati percepisce al Centro e al Nord-ovest oltre 27mila euro lordi annui, nelle Isole oltre 24 mila euro.

Conti deposito col segno più

I redditi pensionistici sono cresciuti molto più delle retribuzioni tra il 2000 e il 2018. Il progressivo raggiungimento dell’età pensionabile da parte di generazioni che possono vantare carriere lavorative più lunghe e in posizioni professionali più elevate ha favorito la redistribuzione dei redditi a vantaggio dei pensionati, contribuendo a ridurre il rischio di povertà per alcuni segmenti di famiglie più vulnerabili.

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A cura di: Tiziana Casciaro

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