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Open banking: gli italiani pronti alla novità

08/11/2019

Open banking: gli italiani pronti alla novitàGli italiani sono pronti a cogliere i vantaggi dell’open banking, stando a quanto ‘indica’ l’ottavo rapporto Crif-SDABocconi, a cui quest’anno ha partecipato anche Nomisma. Secondo questa ricerca un quinto degli intervistati non ha infatti preclusioni nel condividere le informazioni personali pur di ottenere vantaggi in termini di servizi innovativi e personalizzati. In pratica sono favorevoli all’introduzione della PSD2 (Payment Services Directive 2). Si tratta della nuova direttiva europea sui servizi di pagamento (operativa dal 14 settembre scorso) che ha portato molte novità nel modo di interagire con il proprio istituto di credito. I sistemi, in particolare, sono diventati aperti e integrano in misura maggiore le nuove tecnologie digitali, mentre sono stati elevati gli standard di autenticazione e sicurezza per qualsiasi operazione bancaria che oggi viene fatta in rete. 

Nessuna violazione della privacy, purché ci sia un ritorno

Veniamo alla ricerca: alla domanda “saresti disponibile a fornire alla banca la possibilità di conoscere in maniera completa la tua situazione finanziaria anche presso altre banche” il 20% ha risposto ‘si’. Il dato, oltre a essere promettente (ricordiamo che gli intervistati sono stati chiamati a esprimersi su qualcosa di cui non avevano esperienza diretta, il che normalmente spinge a essere più conservatori), fa emergere - secondo il rapporto - un atteggiamento pragmatico, non ideologico rispetto ai dati personali. Il consumatore dunque non considera una violazione della privacy la condivisione delle informazioni che lo riguardano ma esige che questa generi vantaggi concreti per sé. Lo prova la risposta alla domanda relativa alla disponibilità a condividere i propri dati personali: il 76% ha risposto ‘si’ ma solo a fronte di precise contropartite economiche come sconti, coupon, etc.

23% i risparmiatori delusi, che vorrebbero cambiare banca

Ma a che punto sta il rapporto tra gli istituti di credito e i consumatori? La ricerca fotografa un mondo diviso praticamente in due. Da una parte c’è Il 52% di clienti che si ritiene soddisfatto e fedele alla propria banca, con la quale è pronto a condividere informazioni per ottenere servizi bancari articolati. Dall’altra c’è il 48% dei clienti che si divide tra un 25% di “aspiranti fedifraghi”, ovvero non molto soddisfatti ma ancora poco inclini ad aprirsi a offerte esterne, e un 23% di “delusi”, cioè molto disponibili a lasciare la propria banca se dovessero trovare offerte migliori. A questo proposito sulla sezione dedicata ai conti di Segugio.it è possibile trovare un’ampia panoramica di opzioni di conto corrente. Dopo aver valutato quella più covneniente e in linea con le proprie esigenze, si può inoltrare la richiesta di apertura conto direttamente alla banca, tramite il sito Segugio.it.

Siamo sempre più sul web, ma compriamo ancora poco online

Molto interessante il metodo utilizzato per compiere la ricerca. Il campione, oltre a essere suddiviso in 4 classi demografiche (Baby Boomers, GenX, Old Millennials, Young Millennials), è stato segmentato in 3 gruppi distinti in base ad una maggior o minor attitudine digitale (alta, media e bassa). Ne è emerso un quadro aggiornato sul nostro modo di vivere, non solo la banca, ma il web in generale. Siamo sempre più sulla rete: il 92,5% degli intervistati è quotidianamente online un’ora o più. L’uso di internet è prevalentemente rivolto a informarsi o stare sui social. Tuttavia nei comportamenti d’acquisto prevale ancora la nostalgia per il piccolo mondo antico: più della metà degli intervistati (64%) preferisce comprare beni e servizi tramite i canali tradizionali, utilizzando come principale strumento di pagamento i contanti (60%). Inoltre, le banche tradizionali rappresentano ancora oggi il punto di riferimento per il 50% della clientela e il 70% delle clientela è mono-bancarizzata

Il nuovo che avanza, anche nel mondo del risparmio

Ma il nuovo avanza: più della metà del campione acquista on-line (anche se questa non rappresenta la soluzione principale) aspettandosi rapidità di servizio e convenienza di prezzo. Per quanto riguarda l’uso di strumenti di pagamento diversi dal contante è consolidato l’uso delle carte (oltre i 50% usa sempre o spesso le carte di debito e si sta, anche se ancora lentamente, diffondendo l’uso di pagamenti mobile (13% ne fa uso più o meno saltuario). E i cambiamenti toccano comunque anche i rapporti bancari: se l’apertura del conto avviene prevalentemente in filiale (69%) e quando si tratta di richiedere un finanziamento ancora la metà dei clienti si informa presso lo sportello fisico, se parliamo di investimenti il 61% dei consumatori preferisce informarsi sul sito della banca o attraverso comparatori. Su Segugio.it hai la possibilità di comparare molteplici prodotti, nelle sezioni dedicate ai prestiticonti e ai mutui

A cura di: Fernando Mancini

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Parole chiave: nomisma, crif, rapporto, risparmiatori
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