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Le banche investono sempre di più in sicurezza informatica

31/08/2020
Le banche investono sempre di più in sicurezza informatica

Cresce l’attenzione da parte delle banche per la sicurezza informatica. Le frodi sono dietro l’angolo e la necessità di proteggersi è ormai sempre più avvertita dal mondo bancario. Nel 2019 si contano oltre 500 milioni di euro investiti dalle banche, operanti in Italia, per far fronte a questo fenomeno criminale.

Nel corso dello scorso anno sono state messe in campo iniziative di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione dei clienti ed un’attenta e continua azione di monitoraggio. L’obiettivo è coniugare protezione, riservatezza e sicurezza con l’esigenza della clientela di fare operazioni digitali in modo facile e veloce.

Dallo studio di ABI Lab - il centro di ricerca e innovazione per la Banca promosso dall'Abi - è venuto fuori che la maggior parte delle realtà analizzate ha indicato per il 2020 un aumento degli investimenti per la protezione dei canali remoti utilizzati dalla clientela. Dall’analisi emerge che i volumi di spesa previsti per la sicurezza IT rispetto al totale del budget IT passano dal 7% riscontrato durante il 2019 al 12% per il 2020.

Il budget di sicurezza IT prevede tre importanti interventi: l’aumento dei livelli di sicurezza dei servizi (31%), l’evoluzione del servizio offerto alla clientela, anche in ottica di business (30%) e l’adeguamento alle normative di sicurezza (39%).

L’Associazione Bancaria Italiana fa anche sapere che, per rispondere in modo adeguato ai bisogni di sicurezza della clientela, le banche operanti in Italia hanno anche realizzato collaborazioni inter-settoriali, come il CERTFin – CERT Finanziario Italiano (Computer Emergency Response Team) - l’iniziativa cooperativa pubblico-privata diretta dall’ABI e dalla Banca d'Italia finalizzata ad innalzare la capacità di gestione dei rischi cibernetici degli operatori bancari e finanziari.

In particolare l’Abi, mediante l’aiuto del CERTFin, ha tenuto sotto controllo, soprattutto negli ultimi due mesi di crisi COVID, l’evoluzione degli attacchi cibernetici rivolti al settore bancario e ai clienti di home banking. Sono state così realizzate iniziative finalizzate a supportare gli operatori del settore finanziario e a rilevare nuove possibili minacce e sono stati organizzati seminari e riunioni, in modalità remota, per fornire informazioni e approfondimenti tecnologici sui fenomeni recentemente rilevati, con particolare riferimento alle campagne di phishing ed a tematiche inerenti la continuità operativa.

Molte banche hanno anche attivato campagne di sensibilizzazione rivolte ai dipendenti proprio per sollecitare l’attenzione sulle misure da adottare nel lavorare tra le mura domestiche.

Frodi informatiche: le regole per non cadere in trappola

La sicurezza informatica, tuttavia, passa anche attraverso la collaborazione dei clienti delle banche. Per operare online in modo comodo e sicuro, infatti, è importante seguire alcune semplici regole. Abi ha realizzato un vademecum affinché i clienti, soliti usare l’home banking, non cadano vittime di truffe e frodi informatiche. Le regole da seguire sono semplici ma fondamentali:

  • cambiare periodicamente la password dell’email, dei social network, dell’internet banking e dei siti per gli acquisti online;
  • aprire le email solo da indirizzi noti;
  • accedere a Internet solo dal proprio computer;
  • installare o aggiornare l’antivirus;
  • contenere la diffusione delle informazioni personali online;
  • usare password diverse per siti diversi.

È sempre importante diffidare di qualsiasi richiesta di dati concernenti le carte di pagamento, le chiavi di accesso all’home banking o comunque altre informazioni personali ricevute su qualsiasi canale digitale (posta elettronica, sms ed eccetera). Sia la banca che qualsiasi altra autorità non chiederanno mai queste informazioni, in ragione proprio di presunti motivi tecnici o di sicurezza.

È sempre bene, inoltre, diffidare di qualsiasi messaggio, anche se apparentemente autentico, ricevuto tramite e-mail, sms, social network, eccetera che invita a scaricare documenti o programmi in allegato. Potrebbero contenere dei malware che si installano sul proprio personal computer. Oltre che mantenere aggiornati i software di protezione, bisogna effettuare anche scansioni periodiche del proprio hard disk.

A cura di: Tiziana Casciaro

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