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Fase 2: ok all'accesso dei clienti in banca, ma limitato

14/05/2020
Fase 2: ok all'accesso dei clienti in banca, ma limitato

È ufficiale, dalla prossima settimana ci si potrà recare in banca, pur senza prendere un appuntamento. È quanto previsto dalle nuove disposizioni del governo per la cosiddetta “fase 2”, ossia quella che prevede la convivenza con il virus.

L’Associazione bancaria italiana (Abi) e i Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, FisacCgil, Uilca, Unisin, riuniti in videoconferenza, hanno redatto un verbale di riunione con il quale è stato integrato il protocollo del 28 aprile 2020 recante "Misure di prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid19 per garantire l’erogazione dei servizi del settore bancario ai sensi del DPCM 26 aprile 2020". In questo modo le parti hanno deciso di mettere in pratica l’impegno assunto il 28 aprile scorso. 

Data la ripresa graduale delle attività produttive e commerciali e il maggior afflusso di clienti, Abi e i sindacati hanno stabilito che a partire da lunedì 18 maggio ci saranno ingressi contingentati nelle filiali, pure senza appuntamento, ma con un rapporto massimo di uno a uno tra clienti e lavoratori. Si mette all’angolo per il momento la modalità di accesso su appuntamento concordata per tutto il territorio nazionale nella fase più acuta dell’emergenza Covid-19, ma l’obiettivo di tutelare la salute del personale e degli utenti resta al primo posto.

Finora, infatti, l’invito di Abi era di evitare di recarsi in banca e di far un maggiore uso dell’home banking per svolgere tutte le operazioni e le transazioni finanziarie. Durante il periodo del lockdown l’Associazione Bancaria italiana ha anche diffuso una serie di regole semplici per effettuare pagamenti sicuri. Per approfondire la tematica, ti consigliamo la lettura della news "Le regole per usare in sicurezza l’home banking".

Cosa succede dal 18 maggio

Dal prossimo 18 maggio cambiano le regole: le banche potranno assicurare l’accesso alle filiali, ma verrà comunque limitata la presenza contemporanea dei clienti in modo da assicurare la sicurezza degli stessi e delle persone che lavorano in banca.

Nel verbale di riunione, definito dall’Associazione bancaria italiana e dai sindacati, si valuta anche l’opportunità dei test sierologici per i dipendenti. “Considerato l’attuale stato delle evidenze scientifiche relative ai test sierologici (che ne attesta il rilievo ai fini di indagini epidemiologiche - e non diagnostici - indispensabili per garantire la protezione dall’emergenza sanitaria in atto), le Parti effettueranno le opportune valutazioni a seguito di quanto verrà disposto dalle competenti Autorità sanitarie”, si legge nel testo del verbale sottoscritto dai segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin (Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto) e dai rappresentanti dell’Abi.

Nel caso in cui dovessero risalire i numeri dei contagiati si passerà subito all’obbligo di prenotazione telefonica e sarà stabilità una riduzione dell'operatività delle agenzie bancarie nelle aree più a rischio.

Nelle filiali, naturalmente, verrà sempre rispettato il mantenimento della distanza di sicurezza e sarà garantita la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale per tutte le lavoratrici e i lavoratori bancari.

Al primo posto la tutela della salute

“Il costante canale di comunicazione tra ABI e Organizzazioni sindacali sull’evoluzione dell’emergenza epidemiologica ha consentito oggi - afferma Salvatore Poloni, Presidente del Casl - di individuare congiuntamente alcune misure che contribuiscono al regolare svolgimento di tutte le attività, tenendo sempre ferma l’imprescindibile tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e della clientela nell’assicurare il massimo sostegno all’economia, alle imprese e alle famiglie”.

Il protocollo, sottoscritto lo scorso 28 aprile, resta al momento il punto di riferimento delle regole di prevenzione per l’operatività dei servizi bancari. ABI e Sindacati di settore si danno già appuntamento alle prossime settimane, non appena saranno disponibili le indicazioni normative per il periodo successivo al 17 maggio.

Per andare incontro alle esigenze dei dipendenti con figli di età fino a 14 anni, quindi ancora alle prese con la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado, le banche valuteranno con i sindacati soluzioni solidaristiche con il ricorso della “banca del tempo” fino al 31 luglio 2020.

A cura di: Tiziana Casciaro

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Parole chiave: coronavirus, banche, abi
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