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Come contrastare il rincaro dei conti correnti?

16/11/2016

Come contrastare il rincaro dei conti correnti?

Da 40 a 100 euro: sarebbe questo l’aumento calcolato e ripartito su tutti i clienti da parte degli istituti di credito impegnati nel salvataggio delle banche, attraverso il Fondo di Risoluzione, il Fondo Interbancario e il Fondo Atlante (se siete interessati ad approfondire questo argomento, su MutuiOnline.it, a maggio, abbiamo pubblicato un'interessante news in tema di mutui a riguardo).

Lo dice una ricerca dell’Università Bocconi, che quantifica anche un 7% di aumento dei costi dei conti correnti degli italiani a partire dallo scorso gennaio.

Ma difendersi dai rincari selvaggi si può. Le banche sono infatti obbligate a comunicare ogni variazione di condizioni del contratto per iscritto, basta leggere sempre attentamente le lettere che arrivano dalla propria filiale e nel caso non si fosse soddisfatti, la legge consente di cambiare conto gratuitamente entro 12 giorni dalla comunicazione. Poche, semplici regole dunque per trovare il conto più conveniente e l’importanza di ricorrere a un comparatore come ConfrontaConti.it.

Arriva proprio dall’Osservatorio di ConfrontaConti l’analisi delle caratteristiche dei conti correnti detenuti dagli italiani relativamente al saldo medio, alla provenienza geografica, all’età dei titolari, al canale d’uso e all’operatività.

L’evidenza più importante rilevata nel mese di ottobre è l’ennesima crescita, costante, della percentuale di conti aperti gestititi esclusivamente online. Sono il 51,6% sul totale, contro il 50,4% del semestre precedente. Il 40,9% delle richieste sono di conti che consentono la gestione sia online che in filiale e solo il 7,5% richiede un conto con canale d’uso esclusivo in filiale.

Cala in maniera importante il saldo medio, attestandosi sui 10.858 euro contro i 13.565 del semestre precedente e contro i 14.368 euro dell’ultimo semestre del 2015. Allo stesso modo, si riduce la percentuale dei conti con un saldo attivo uguale o superiore ai 10.000 euro: sono il 26,7% contro il 30,7% dei primi sei mesi dell’anno. Crescono i piccoli conti, con un importo disponibile pari o minore a 1.000 euro, assorbendo il 18,9% del totale, mentre il 20,5% detiene tra i 1.000 e i 3.000 euro.

Il calo del favore per i conti correnti in questo secondo semestre è confermato anche dal saldo medio per età del titolare. Gli over 55 detengono una media di 16.489 euro, quando nei sei mesi precedenti facevano registrare un saldo di 20.386 euro e il semestre prima di 22.119 euro. Cala anche il saldo medio di tutti gli altri intervalli di età: 11.715 euro contro i 14.918 euro la fascia tra i 41 e i 55 anni, 9.579 euro dei 26-40 anni contro i 10.864 euro del periodo precedente e 5.227 euro di coloro che hanno dai 18 ai 25 anni contro i 6.075 euro precedenti.

Si abbassa l’età media di chi detiene un conto corrente. La fascia dai 26 ai 40 anni copre il 43,9%, crescendo rispetto al 41,9% del periodo precedente, mentre coloro che hanno dai 41 ai 55 anni calano dal 33,8% al 33,3%. Riduzione importante anche per gli over 55, che passano dal costituire il 17,8% a prendere solo il 14,2% dell’intero campione.

Riguardo all’operatività, recupera la fascia media dei conti con un numero di operazioni totale pari a 60 l’anno tra versamenti di denaro, prelievi e pagamenti: è il 44,9% contro il 43,5% del semestre precedente. Rimane sostanzialmente invariata la percentuale di conti con operatività alta – pari al 22,3% - e perdono un punto percentuale i conti correnti che dispongono di un numero massimo di 20 operazioni l’anno, coprendo il 30,9%.

Infine, sostanzialmente invariata la percentuale delle richieste di scoperto di conto: è il 9,5% contro il 90,5% dei titolari che non richiede questo servizio.

 Il 15 novembre il conto più conveniente con gestione solo online per un saldo medio di 3.000 euro è quello di BancadinAmica. Gli interessi netti sono di 22,20 euro al Tasso Lordo dell’1,00% e con costi di gestione, bollo, canone e delle operazioni pari a zero. In più, le operazioni di prelievo con Bancomat/VPay sono gratuite in tutta Europa.

Se invece si sceglie di gestire lo stesso conto sì online, ma talvolta in filiale, l’offerta migliore è quella di Webank che ha un costo di 2,26 euro, dovuto principalmente ai costi per i pagamenti pari a 3,00 euro. Il Tasso Lordo è in questo caso dello 0,10% ed entro il 31/12/2016 per chi accredita lo stipendio o la pensione oppure apre una linea vincolata a 12 mesi senza facoltà di svincolo anticipato con almeno 1.000 euro, in regalo 120 euro di buoni carburante TotalErg.

A cura di: Paola Campanelli

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