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Controllo conti correnti: un sistema antievasione

10/07/2015

Controllo conti correnti: un sistema antievasioneL’Anagrafe tributaria ha appena ricevuto i dati sulla giacenza media di tutti i conti correnti del 2014 dalle banche, dalle Poste e dagli altri operatori finanziari.

L’Inps arricchirà il proprio data base con tali informazioni che poi utilizzerà per il calcolo dell’Isee. In questo modo non servirà più l’autocertificazione delle somme di denaro depositate in banca da allegare alla domanda per avere diritto alle prestazioni sociali agevolate o allo sconto sulle tasse universitarie, perché il Fisco acquisirà direttamente dalle banche tutte le informazioni necessarie sul reddito familiare. Inoltre è già stato predisposto l’avvio dei controlli sulle dichiarazioni del passato.

La riforma dell’Isee, entrata in vigore lo scorso gennaio, ha stabilito che al momento della richiesta dell’attestazione del reddito venga riportata la giacenza media dei depositi, in modo da poter compiere un controllo incrociato fra i dati dei richiedenti e i conti bancari.

Per giacenza media si intende l’importo delle somme a credito versate sul conto corrente nel corso dell’intero anno divise per il numero dei giorni. Per semplificare, suddetto importo si ottiene sommando le cifre versate da tutti i creditori durante l’anno e si divide il risultato per 365, il numero dei giorni.

Prima della riforma era sufficiente calcolare autonomamente tale dato e riportarlo in un’autocertificazione, questo sistema non aveva nessun controllo e agevolava la possibilità di dichiarare il falso per ottenere agevolazioni non dovute.

La nuova normativa, come evidenzia uno studio della Cisl, ha già prodotto i primi risultati: dai dati trimestrali del nuovo Isee presentati dal Ministero del Lavoro è già riscontrabile un vero e proprio effetto emersione dei patrimoni mai dichiarati. Mettendo a confronto l’ultima dichiarazione con quelle del 2014, la componente patrimoniale composta dai depositi e dagli investimenti finanziari risulta avere un peso nettamente maggiore rispetto al passato nel calcolo dell’Isee: è passato da meno di un settimo (13,6%) a più di un quinto (20,5%), quindi possiamo affermare che è quasi raddoppiato. Sono quasi assenti le dichiarazioni con patrimonio mobiliare nullo, crollate al 24% degli Isee rilasciati quest'anno rispetto al 73% del 2014.

A seguito di questa nuova normativa, lo studio della Cisl rende noto che vi è stato un calo del numero delle dichiarazioni richieste. Nei primi tre mesi dell'anno questa situazione è stata accompagnata anche da una diminuzione delle richieste dell'Isee pari a circa il 15%. Il dato riportato risulta localizzato sostanzialmente in quattro regioni del meridione: Campania, Puglia Calabria e Sicilia. Proprio nel territorio geografico dove in passato la presentazione delle Dsu risultava di quantità eccessiva rispetto alla popolazione di riferimento. È inevitabile che i risultati di questa analisi potrebbero portare a pensare che almeno una parte di rinunce sia dovuta proprio al timore di essere controllati dal Fisco per aver nascosto i conti in banca.

La nuova normativa è un passo avanti verso l’obbiettivo di rafforzare il sistema antievasione. Infatti, una volta acquisti i dati della giacenza media dall'Anagrafe tributaria, sarà di fatto impossibile approfittare delle prestazioni agevolate dichiarando di essere nullatenente.

L’intenzione è quella di fare chiarezza e controllare anche quanto elargito in passato: già nelle prossime settimane i dati non dichiarati nei periodi precedenti verranno evidenziati al momento della nuova richiesta dell'Isee, con la possibilità di rettificare la Dsu. I controlli saranno effettuati anche sulle domande di richiesta dell’Isee presentate negli anni passati.

A cura di: Orsola Mallozzi

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