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Italiani sotto la lente del fisco

27/01/2015

Italiani sotto la lente del fiscoSono 25 mila gli italiani che riceveranno una lettera di accertamento redditometrico relativa all’anno di imposta 2010. La circolare n.6/E dello scorso marzo ha preannunciato un dispiego di mezzi sempre più sofisticati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per “stanare gli evasori spudorati”, come aveva dichiarato nel 2013 Attilio Befera, l’allora direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Dal primo gennaio di questo anno, ogni cittadino italiano riceve lo stesso trattamento di un imprenditore o commerciante, perché sottoposto a uno studio di settore che verifica la congruità delle sue entrate con il suo tenore di vita: lo scostamento tra reddito dichiarato e accertato, in base a parametri che tengono conto anche dei componenti del nucleo familiare, dell’età e dell’area geografica, non potrà superare il 20% e riguarderà una singola annualità.

I controlli incrociati del fisco monitoreranno oltre 100 voci di spesa e saranno resi possibili grazie all’azione sinergica di tre strumenti: redditometro, spesometro e dati bancari. Con la legge di Stabilità, l’Agenzia delle Entrate può incrociare i risultati di 128 banche dati: l'anagrafe, il catasto, il Pubblico registro automobilistico, gli archivi dell'Inps (non solo le assunzioni di dipendenti per le aziende ma anche quelle di colf e badanti), i verbali delle ispezioni della Guardia di Finanza.

Il nuovo redditometro introdotto dal decreto legge n.78/2010 si basa sull’accertamento sintetico, la ricostruzione del reddito del contribuente esclusivamente sulla base delle spese effettivamente sostenute: spese certe, spese per elementi certi (collegate ad esempio al possesso di un bene), investimenti, risparmi.

Ecco allora che affrontare qualsiasi spesa, prendere un mezzo di trasporto, iscriversi in palestra, farsi fare un massaggio, affidarsi a una colf, stipulare un’assicurazione, acquistare un elettrodomestico o un paio di scarpe, fare un abbonamento a una pay TV, progettare un viaggio, entrare in un club, saranno spese valutate e scandagliate alla stregua di un mutuo, dell’acquisto di una casa o del pagamento delle tasse o delle utenze: azioni, quest’ultime, che affrontavamo già sapendo di essere sotto gli occhi vigili dello Stato.

Nel mirino del fisco anche l’intero mondo delle automobili e di ogni altro mezzo di trasporto, i veicoli presi in leasing o a noleggio: tutto nel grande libro del il Pubblico Registro Automobilistico; per non parlare delle barche, già in passato oggetto di attenzione particolare da parte dello Stato.

Quelli che un tempo erano beni di lusso, diventano secondo le nuove norme di procedura di controllo del fisco beni le cui spese collegate dovranno essere giustificate al centesimo. Un esempio? Possedere un cavallo. Lo Stato valuta la spesa di mantenimento in proprio con 5 euro al giorno, contro i 10 euro che costerebbe mantenerlo in una pensione.

O ancora acquistare un anello. I commercianti, ma anche gli operatori finanziari e le imprese, avranno l’obbligo di comunicare entro il mese di aprile all’Agenzia delle Entrate le vendite effettuate l’anno precedente superiori a 3000 euro e 3600 euro con scontrino, fattura o ricevuta. Per contro, chi acquista dovrà pagare esclusivamente con carta di credito o bancomat. E sarà difficile scampare al controllo incrociato di spesometro e redditometro.

Lo spesometro 2.0, entrato in vigore in seguito al decreto legge n.16/2012, obbliga infatti i contribuenti a comunicare al fisco le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nello scorso anno: a partire da quest’anno riguarderà anche i piccoli commercianti, i ristoranti e gli operatori di viaggio.

Già dal 2013 il Sid – Sistema di interscambio dati – obbliga istituti di credito, Poste e società di gestione del risparmio a trasmettere all’Agenzia delle Entrare ogni singolo movimento compiuto dai propri clienti, con i saldi di inizio e fine anno solare. Oggetto di indagine sarà la giacenza media dell’anno e non potrà discostarsi in modo significativo da quanto dichiarato nel 730.

Ecco che movimenti sospetti come spese non giustificate rispetto alle proprie disponibilità, movimenti eccessivi sul conto o differenze sostanziali tra saldi all’inizio e alla fine dell’anno, non passeranno inosservati all’occhio impietoso del fisco. 

A cura di: Paola Campanelli

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