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No alla giungla delle commissioni interbancarie

05/06/2014

No alla giungla delle commissioni interbancarieDopo anni di contenzioso con gli operatori, la svolta: il Parlamento Europeo ha dato il via libera alla normativa che prevede la riduzione delle commissioni interbancarie sui pagamenti con carte di credito e di debito. L’obiettivo è ridurre i costi che le banche addebitano ai rivenditori per l’elaborazione dei pagamenti elettronici.

Il nuovo testo legislativo, approvato in plenaria il 3 aprile, uniformerebbe una volta per tutte il tetto massimo delle commissioni applicabili (attualmente fissate su base nazionale): 0,3% per le transazioni con carta di credito e dello 0,2% per le carte di debito, fino ad un massimo di 7 centesimi.

Il Parlamento Europeo ha inoltre approvato la prima lettura di un ulteriore testo collegato, volto a stabilire le norme di trasparenza sulle spese: previsti rimborso delle spese non autorizzate entro 24 ore e limite massimo di 50 euro per le perdite in caso di uso fraudolento di una carta smarrita o rubata. Dal momento in cui questa direttiva entrerà in vigore, i limiti imposti dal Parlamento Europeo si applicheranno sia alle transazioni domestiche che a quelle transnazionali.

L’iniziativa ha raccolto il favore di molti, ma anche critiche da parte degli istituti di credito. I promotori dell’iniziativa del Parlamento e della Commissione ritengono che una riduzione dei costi delle banche comporterà minori costi anche per i consumatori. L’Abi non è dello stesso avviso e ritiene che ci sia il rischio, abbassando le commissioni interbancarie, di veder aumentare il costo delle carte di pagamento. Un fenomeno che si è già verificato in Spagna, Usa e Australia: dopo la riduzione delle tariffe sui pagamenti elettronici, questi Paesi sono stati costretti a fare marcia indietro a causa del lievitare dei costi per i cittadini.

In Italia il futuro è ancora incerto, anche perché è ancora alto l’uso del contante rispetto alle carte di credito. Tuttavia il leader di mercato Visa si è impegnato a ridurre sensibilmente i costi che, dalle rilevazioni sulle commissioni interbancarie medie (Mif) in 10 paesi tra cui l’Italia, erano lo scorso anno tra lo 0,5% e lo 0,7% della transazione. Ora il processo è in mano all’UE e, visto che ancora non si è raggiunto un accordo col Consiglio, l’iter di valutazione riprenderà con il nuovo Parlamento, appena eletto.

A cura di: Alessia De Falco

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