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Conti deposito: tendenze del mercato nel 2012 e prospettive per il 2013

07/12/2012

Nel corso del 2012 è continuato ad aumentare l’interesse degli italiani per i conti deposito, che si sono definitivamente consacrati come il prodotto di investimento preferito dalle famiglie italiane. A fronte dell’aumento dell’interesse e del numero dei conti deposito, l’anno che sta per finire è stato caratterizzato da:

  • Una riduzione della ritenuta fiscale sugli interessi dal 27 al 20%.
  • Un aumento dell’imposta di bollo.
  • Una graduale riduzione dei tassi di interesse ma un parallelo aumento della convenienza relativa.
  • Un aumento delle concorrenza e della diversificazione dei prodotti.

A partire dal 2012 è stata ridotta la ritenuta fiscale sugli interessi dei conti deposito dal 27 al 20%. Questa è stata un’ottima notizia per i conti deposito, che hanno visto aumentare molto la propria convenienza relativa anche in considerazione del fatto che parallelamente il governo ha anche provveduto ad aumentare la ritenuta fiscale sui proventi degli altri investimenti finanziari diversi dai Titoli si Stato (cedole e plusvalenze) dal 12,5 al 20% (è stato così annullato un consistente divario di ritenuta fiscale fra i conti deposito e gli altri prodotti di investimento finanziario, che era pari a 14,5 punti percentuali).

Sempre a partire dall’inizio dell’anno un’altra misura del governo Monti ha però danneggiato i conti deposito, che sono stati sottoposti al pagamento della nuova imposta di bollo progressiva (0,1% nel 2012 e 0,15% nel 2013, con un importo minimo di 34,20 euro ed un massimo fissato, solo per il 2012, di 1.200 euro). Anche i conti deposito, che sembravano aver superato indenni nuova imposta, sono stati quindi sottoposti a questo nuovo onerefiscale, che grava su tutti gli investimenti finanziari. Diverse banche hanno deciso di farsi carico del pagamento dell’imposta per conto dei correntisti, ma non c’è dubbio che l’imposta sia andata a toccare comunque le tasche dei consumatori (una buona parte dell’imposta di bollo, anche se pagata dalle banche, sarebbe potuta finire nelle tasche dei consumatori).

Per quanto riguarda i tassi d’interesse, il 2012 si è caratterizzato per una loro graduale riduzione. I movimenti al ribasso hanno cominciato a manifestarsi nella seconda parte dell’anno, dopo i picchi raggiunti alla fine del 2011 in concomitanza con il periodo in cui le tensioni sui mercati finanziari erano più acute. Mano a mano che le tensioni sui mercati finanziari hanno cominciato ad allentarsi, gli spread sui titoli di Stato italiani hanno cominciato a ridursi, ed i rendimenti sui conti deposito hanno seguito il loro andamento. Le variazioni intervenute comunque hanno fatto si che, anche a fronte di una riduzione dei tassi offerti dai conti di deposito, la loro convenienza, misurata in termini di differenziale rispetto ai tassi offerti dai titoli di Stato, è andata ad aumentare nel corso dell’anno (si veda grafico sotto). È utile inoltre evidenziare come sembri che anche in Italia stia finalmente scendendo l’inflazione: questo consentirebbe, anche a fronte di una riduzione dei tassi, ai conti di deposito di vedere la propria convenienza relativa aumentare.

Conti deposito: tendenze del mercato nel 2012 e prospettive per il 2013

Infine, il contesto competitivo si è caratterizzato per un considerevole aumento della concorrenza nel settore dei conti deposito. A trarre beneficio dalla concorrenza sono stati i consumatori, che hanno potuto beneficiare di un aumento dei tassi offerti e di un’elevatissima diversificazione dei prodotti, che ha fatto in modo che oggi i consumatori possono beneficiare di gamme di prodotti estremamente ampie:

  • Conti deposito liberi e conti deposito vincolati.
  • Vincoli rigidi e vincoli svincolabili con o senza penali.
  • Vincoli praticamente di ogni durata, da un mese a 5 anni.
  • Banche che non addebitano l’imposta di bollo e banche che la richiedono al correntista.
  • Conti deposito puri e vincoli associati a conti correnti.
  • Logiche di capitalizzazione mensili, trimestrali, annuali e anche pagamento anticipato degli interessi.

Alcune previsioni per il nuovo anno:

  • Sappiamo già che l’imposta di bollo sui conti deposito è destinata ad aumentare ancora: dal primo gennaio passerà allo 0,15% dell’imposto depositato, senza alcun limite massimo (nel 2012 il limite massimo era pari a 1.200 euro). Questo aumento dovrebbe avere qualche ricaduta sui rendimenti dei consumatori, diretto od indiretto (a seconda che la banca decida di farsi carico dell’imposta oppure che decida di lasciar ricadere l’onere sulle spalle del consumatore).
  • L’andamento dei tassi dovrebbe confermare, almeno nella prima parte dell’anno, il trend ribassista della seconda parte del 2012: è ragionevole prevedere che le tensioni sui mercati finanziari vadano a placarsi e parallelamente è lecito attendersi che i tassi dei conti deposito continuino gradualmente a scendere, sebbene tutto lascia prevedere che i tassi offerti da questi prodotti continueranno a mantenersi al di sopra dei tassi offerti dai titoli di stato ed al di sopra dell’inflazione, come è stato quasi sempre vero negli ultimi due anni (vedi grafico).
  • Non dovrebbe accennare a ridursi la concorrenza nel settore e conseguentemente la diversificazione di prodotto. Si potrebbe inoltre prevedere una crescita del ricorso, da parte delle banche, ai conti correnti con opzione di vincolo come alternativa al conto deposito: questo consentirebbe di evitare il pagamento dell’imposta di bollo progressiva, che è invece dovuta in caso di ricorso al conto deposito.

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